13 Aprile 2024

Qual è la meta? Far “passare la nottata”. Cioè superare indenni una stagione estiva all’insegna della rimozione di ogni regola e prescrizione, mettendo sotto coltri di sabbia i problemi e le grandi emergenze che “ricicciano” ogni inverno più gravi e incombenti dell’anno precedente. Questa estate, un’abbondanza di eventi festaioli, musicali e d’immagine, hanno dato una sensazione di “vitalità” ad un paese asfittico, in cui non c’è traccia di presa in carico, seria e risolutiva, della crisi sanitaria che impedisce agli abitanti de La Maddalena il diritto ad essere curati, al meglio, di cui tanto si è parlato prima delle elezioni amministrative, così come più in fretta se ne è dimenticata l’esistenza, dopo. E vogliamo parlare della crisi del commercio? Sulla qualità dell’offerta turistica, poi, ci sarebbe da farne un trattato, così come sui servizi per i turisti occasionali, i diportisti, chiunque metta piede sull’isola. Ancora, non esiste uno straccio di informazione, per chi sbarca e frequenta le nostre spiagge, su come ci si comporta adeguatamente per goderne la bellezza, ma anche per non deturparla e lasciarla a chi verrà dopo, o semplicemente di cosa si fa con un sacchetto della “monnezza”, senza scaricarlo nella prima piazzola. In estate si vive alla giornata, sperando che i turisti non si ammalino, non gettino troppa immondizia per strada, non chiedano troppi servizi igienici pubblici, non scarichino a mare troppa “sozzura”. L’unico problema che sembriamo non avere è quello dell’acqua. Una adempienza in un mare di inadempienze? Macchè! Se a Tempio l’acqua pubblica non scende dai rubinetti, causando un’emergenza insopportabile, la nostra esce copiosa, ma è consigliabile non dissetarsi. I cittadini hanno l’acqua pubblica ma se devono berla, devono comprarla! Non lo si dice apertamente ma, lo si consiglia caldamente. I turisti non lo sanno, ma chi se ne frega, tanto vanno via e chi s’è visto s’è visto! Quando la stagione finisce, l’unico dato che risulta ufficiale è il numero di persone che hanno messo piede sull’isola o che hanno solcato i mari dell’Arcipelago. Altri numeri non pervenuti. E’ come non sapere di che morte si muore.

Chi mi legge conosce il mio impegno per i temi ambientali, ma lì entriamo in un terreno minato, perchè l’Arcipelago è dotato di un Parco nazionale che dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) tutelare il proprio patrimonio naturale, migliorare la qualità ambientale dell’offerta turistica e garantire vacanze in sicurezza e nel rispetto delle regole per bagnanti e diportisti. Ma le regole ci sono? E la sicurezza è garantita? E la tutela, tutela? Noi cittadini sappiamo per certo che, dopo un inverno trascorso con il capo chino sulle scrivanie del Parco per studiare piani, trovare le soluzioni giuste, promuovere proposte innovative, i competenti dell’Ente hanno generato …. banchetti informativi sulla flora e la fauna delle spiagge più importanti. Dimenticavo: spiaggia del Cavaliere è stata interdetta (divieto di sbarcare con un telo) ma lo specchio d’acqua davanti, sembrava la Barcolana di Trieste con il pieno di barche partecipanti (e nessun vincitore). Situazione (esplosiva d’estate) di Caprera non pervenuta. Perché la vera grande lacuna è che non c’è uno straccio di dato ufficiale su tutto ciò. Una novità, però, c’è. E’ arrivato al Parco il nuovo direttore. Rocambolesca la nomina, visto che le procedure del Parco hanno “dimenticato” candidati per strada (non li hanno mai chiamati per il colloquio), sotto la “vigilanza” (sich!) degli organi ministeriali, ma tant’è! Non guardiamo al capello. E nemmeno alle competenze o alle prerogative. Oggi abbiamo un Parco con un direttore. Hai detto nulla!!!

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