22 Aprile 2024

Olbia, 27 aprile 2023 – È il primo strumento di prevenzione a disposizione delle donne, quello che consente di cogliere eventuali cambiamenti nella fisionomia della mammella e di avviare tempestivamente il percorso di cura. L’importanza dell’autopalpazione del seno è stata sottolineata nei giorni scorsi, nell’aula didattica dell’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia, dall’Unità Operativa di Oncologia Medica durante un’attività di sensibilizzazione e di formazione alla quale hanno partecipato quaranta donne, suddivise in più turni. L’esperienza si è conclusa con le visite senologiche eseguite dal Direttore di Oncologia Medica, Salvatore Ortu, e dalla dottoressa Giovanna Maria Schintu all’interno degli ambulatori della struttura ospedaliera.

L’iniziativa era parte integrante di (H)-Open Week, l’evento promosso a livello nazionale dalla Fondazione Onda. «Conoscere il proprio corpo e capire se può esserci qualcosa che non va è una delle basi della prevenzione – ha affermato Salvatore Ortu – e questo serve per far suonare in tempo il campanello d’allarme, mettendo in moto la catena dei controlli. L’auspicio è che le partecipanti al corso condividano le informazioni con altre donne, amiche e parenti, per sensibilizzarle alla pratica dell’autopalpazione che se effettuata periodicamente può consentire di individuare il tumore in uno stadio molto precoce». «Scoprire un tumore in una fase iniziale – ha aggiunto la coordinatrice infermieristica dell’Unità Operativa, Antonella Delogu – permette maggiori possibilità di guarigione, cure meno aggressive e minori danni estetici. L’autopalpazione deve essere fatta da tutte le donne a partire dai 20-25 anni. Si deve eseguire al termine delle mesturazioni durante il periodo fertile e in qualsiasi periodo dopo la menopausa. Si pratica davanti allo specchio e consente di verificare se ci sono alterazioni del profilo della mammella, cambiamenti nel colore, secrezioni. Questi segnali devono indurre le donne a sottoporsi a visita medica».

Tra i 20 e i 40 anni non sono previsti esami sistematici, ma è raccomandata una visita annuale senologica. La mammografia non è la prima scelta perché la struttura troppo densa del tessuto mammario in questa fascia d’età renderebbe poco chiari i risultati. Nelle donne ad alto rischio per storia familiare i controlli dovrebbero iniziare all’età di 25 anni o dieci anni prima dell’età d’insorgenza del tumore nel familiare più giovane. Tra i 40 e i 50 anni le donne che hanno casi in famiglia devono sottoporsi a mammografia ed ecografia. Tra i 50 e i 69 anni gli screening vanno effettuati con cadenza biennale.

Durante la settimana dell’ (H)-Open Week nell’ospedale Giovanni Paolo II sono state effettuate anche visite ginecologiche ed ecografie, a cura dell’Unità Operativa di Ginecologia e Ostetricia, visite per l’insorgenza di cefalea svolte dalla Struttura Semplice Dipartimentale di Neurologia, e visite per il calcolo del rischio vascolare delle donne in menopausa a cura dell’Endocrinologa dell’Unità Operativa di Medicina Interna.

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