13 Aprile 2024

Poiché pensiamo che chiunque possa e debba dare un contributo riguardo alla disastrata situazione sanitaria sarda, vogliamo oggi pubblicare le riflessioni, (postate su Facebook di Marisa Careddu ex sindaco di Luras e impegnata da sempre per il miglioramento dei servizi sanitari del nostro territorio.
La ASL che promette tutto è, secondo la Careddu, “quella stessa che lentamente e incontrastata ha portato via tutto o quasi dall’Ospedale di Tempio. Ha smantellato il punto nascite, curato con amore da Dott. Urru, perché si deve nascere in sicurezza, salvo poi dover nascere in una ambulanza e in un parcheggio di un distributore di benzina. Ha smantellato, o quasi, l’Otorino in cui operavano Primari bravissimi, costringendo oggi, i genitori di bambini in sofferenza, a portare i propri figli in Ospedali lontani persino per tonsille e adenoidi. Ha smantellato il Centro Trasfusionale, riferimento importante per lievi o gravissime patologie, costringendo i malati a viaggiare per altri centri. Ha smantellato il centro della terapia del dolore, inaugurata anni prima e realizzata con amore e dedizione, alla cui inaugurazione assistetti, e che ha davvero lenito dolori a tante persone che oggi sono costrette a viaggiare, a soffrire o a pagare in privato per non crollare per dolori insopportabili …. Ha reso pressoché impossibili gli screening per il tumore al seno e altri….Rendendo quasi impossibile la prevenzione con la sanità pubblica e aiutando così il tumore a fare il suo devastante lavoro di avanzamento, in tante donne che non possono permettersi di pagare….
Ha ridotto un Pronto Soccorso a un inferno dantesco e dico solo … grazie al Personale che vi resiste e poveri noi che ne abbiamo bisogno… Ha permesso che le medicalizzate viaggino senza medico!

Fatto che andrebbe soggetto a diffida! Poiché i soli infermieri non potrebbero soccorrere con le dovute competenze una persona con un infarto in corso o, come è già accaduto, una partoriente!
Potrei continuare…ma credo basti per ridefinire il profilo della ASL.
Quella stessa che oggi promette la riforma rivoluzionaria e moderna della medicina sul territorio, sul quale si vuole attuare in modo sperimentale il primo esempio in Sardegna… Mentre si sperimenta mi auguro che si solleciti il CUP a rispondere alle prime chiamate senza arrivare alla 30 esima.

Che si mandi un medico a somministrare i farmaci per il dolore senza costringere la gente ad andare a Cagliari per avere una dose di morfina o a pagare. Che si mandi un medico su una ambulanza medicalizzata: perché il contrario credo sia illegittimo.
In sintesi:
Parlo da cittadina che ricorre alle cure
Parlo da donna che per curarsi ha dovuto andare fuori
Parlo da ex Sindaco che per la Sanità si è espressa per 15 lunghi anni in ogni sede
Perché non si ha diritto di parola solo indossando la fascia, quanto per la solida esperienza maturata nel dialogo doloroso con molte e molte persone sofferenti.
Sono dalla parte di Chi oggi si esprime con chiarezza e senza ombra alcuna non difende l’indifendibile avrà tutto l’appoggio della gente che sulla propria pelle in questi lunghi anni ha sofferto e che magari non c’è più.

Di seguito riportiamo il post integrale pubblicato su Facebook dall’arch. Careddu

Foto di Jonathan Borba

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