17 Giugno 2024

Le mostre

Inaugurazione Domenica 18 giugno alle 11
Mostra personale “The Middle Zone”
CEDAP-Museo Organica, Curadureddu, Limbara, Tempio Pausania.
Musica elettroacustica di Marco Dibeltulu e LanD ExcapE, testo di Alessandra Menesini.

Le mostre
Si inaugurano domenica 18 giugno alle ore 11:30 nelle sale dello Spazio CEDAP, le due nuove mostre della programmazione 2023 del Museo Organica (visitabili fino al 20 luglio). Per la sezione di arte contemporanea, l’appuntamento è con The middle zone, la nuova personale di Gavino Ganau a cura di Alessandra Menesini; per la sezione fotografica e multimediale, la retrospettiva Lungo i sentieri di Faber dedicata agli anni galluresi del cantautore Fabrizio De André a cura di Giannella Demuro e Giovanni Gelsomino in collaborazione con l’associazione Iskeliu, il Tempio Faber Festival, l’associazione “Amici di Fabrizio De André” e La Nuova Sardegna.

• Sarà l’artista tempiese Gavino Ganau il protagonista del secondo ciclo di appuntamenti del Museo Organica per la sezione arte contemporanea con la personale “The middle zone”. La mostra, curata dalla critica Alessandra Menesini, presenta una serie di opere pittoriche su tela a tema ornitologico, intrise di un’idea di natura arcaica e idealizzata, semplice e evocativa allo stesso tempo. I soggetti ritratti campeggiano su sfondi volutamente artificiali, innaturali e spiazzanti, allusivi di un’antropizzazione irreversibile. La riflessione è rafforzata dal tappeto sonoro
elettroacustico di Marco Dibeltulu e LanD ExcapE. Scrive a proposito della mostra la curatrice: “Soavemente allarmanti. Si stagliano su fondi verde acido, su pallidi celesti, su indefiniti biancori, su stesure rosate. Qualche volta svolazzano, più spesso sono immoti, i “birds” di Gavino Ganau. Creaturine piumate che posano su rami, fronde, stecchi. Ignari di essere minacciati, si offrono allo sguardo nella loro tenera bellezza, anche se sotto le zampe ci sono le spine. Nessun intento naturalistico, nessuna visione bucolica nei ritratti di questi pennuti che abitano “The middle zone”, una terra di mezzo che è anche un confine. Un valico, forse. Comunque un luogo da cui non si vede il cielo, che non ha orizzonti, che ha spazio risicato. Gavino Ganau azzera la prospettiva, nelle sue ambientazioni irreali cariche di colore. Rosso, nero, giallo, come vitalissima vibrazione di esseri leggeri e fragili. […] E salvi, per ora, da ogni possibile mutazione. Ma inseriti in una atmosfera vagamente tossica seppure splendente. Un contrasto reso quasi inapparente dalla maestria di un autore che scava dentro i suoi soggetti e rappresenta il visibile e ciò che si cela”.

Gavino Ganau (Tempio Pausania, 1966) vive e lavora a Sassari. Il suo lavoro inizialmente è stato alimentato dal confronto con i linguaggi mass-mediali e le icone popolari della contemporaneità con opere raggruppate in differenti filoni tematici. In seguito, Ganau concentra la sua ricerca su persone comuni colte in ambienti disparati. Il lavoro recente si basa su una nuova dimensione cromatica e luministica più ampia rispetto all’iniziale bianco e nero. Un nuovo approccio tecnico che permea di novità la sua pittura, pur rimanendo legato ai soggetti a lui più cari.

Marco Dibeltulu ha studiato al Conservatorio di Cagliari Composizione, Musica corale, Direzione di coro e Musica elettronica (con Francesco Giomi, Sylviane Sapir ed Elio Martusciello). Laureatosi anche in Didattica della musica al Conservatorio di Sassari, insegna Tecnologie musicali al Liceo musicale “D.A. Azuni” di Sassari. LanD ExcapE è un progetto di musica elettronica nato da un’idea di Gavino Ganau (Raissa and the Melters). Attualmente LanD ExcapE vede la partecipazione di Giovanni Dibeltulu (Itch, Raissa and the Melters) nella veste di coautore. Il progetto affronta tematiche socio-ecologiche, narrando musicalmente il concetto di insostenibilità.

• Accanto alla mostra di Gavino Ganau, il 18 giugno si inaugura anche Lungo i sentieri di Faber, la retrospettiva su Fabrizio De André a cura di Giannella Demuro e Giovanni Gelsomino. La mostra, realizzata in collaborazione con l’associazione Iskeliu, il Tempio Faber Festival, l’associazione “Amici di Fabrizio De André” e La Nuova Sardegna, vuole offrire uno scorcio emozionale sugli anni “galluresi” del cantautore. Alla metà degli anni Settanta, Fabrizio De André decise insieme alla compagna Dori Ghezzi di acquistare uno stazzo non lontano dalla “Città di Pietra” e di vivere una vita di campagna, semplice e genuina. Quello stazzo, l’Agnata, divenne il loro rifugio e la loro casa. Scrive a tal proposito Giovanni Gelsomino: “Una terra (la Gallura) che lui ha amato da subito e che lo ha praticamente rigenerato, restituendogli quel “senso delle cose semplici” che sono poi le cose che fanno la vita di un uomo, quelle che veramente contano. Che per lui contavano. Non una fuga dalla città quindi, non la ricerca di un eremo dove isolarsi e sfuggire ad ogni richiamo. Semplicemente un ritrovarsi tra persone che sanno guardarti negli occhi, che sanno vivere la vita nei suoi ritmi primordiali, nei suoi valori più genuini, dove è possibile mantenersi in vita serenamente, parlando, ascoltando, stringendo amicizia con la gente del posto, la gente semplice, imparandone la lingua, immergendosi nella sua cultura e nella tradizione, trovando nuovo humus che diventerà in De André, poesia”. Un omaggio, dunque, al passaggio di Faber in Gallura attraverso foto, memorie, testimonianze e installazioni multimediali.


VIA gavinoganau.com

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