21 Febbraio 2024

Belle le “foto opportunity” dei vertici del Parco dell’Arcipelago de La Maddalena in scadenza, che partecipano al corso di formazione sul ripristino della Posidonia oceanica promosso dal Progetto Sea Forest Life di cui fa parte anche il Parco maddalenino. In effetti serve un corso di formazione per capire che la buona salute degli ecosistemi marini, di cui la Posidonia oceanica è uno degli elementi più a rischio e più fragili, dipende anche dalle scelte, o dalla mancanza di scelte di quegli Enti che dovrebbero proteggerne la progressiva distruzione a causa della crescente antropizzazione costiera, delle migliaia di barche che affollano stagionalmente e senza controllo le baie più belle e, tanto tempo fa, incontaminate e dell’inquinamento delle acque. Cosa che i vertici del Parco dell’Arcipelago hanno colpevolmente ignorato, così come viene da due anni sistematicamente violato il preciso dettato dell’art.1 della Legge 394, non avendo il Parco, mai provveduto ad allestire i campi boe e ad intervenire con un piano degli ormeggi nelle tante aree a rischio. Sulla carta il Parco ha partecipato nel 2019 ad un interessante convegno “Le foreste del mare – conservare la Posidonia oceanica per contrastare i cambiamenti climatici” promosso dal Progetto LIFE Sea Forest (di cui il Parco è associato), presentando un puntale ed esaustivo Piano di ormeggio e ancoraggio provvisto di 5 Campi Boe nell’Arcipelago. Sulla carta però. Perché in realtà mai una boa è stata posizionata in quei campi nei tre anni successivi e migliaia di barche (purtroppo il Parco non ha nemmeno contezza dei numeri) hanno ancorato sulle foreste di posidonia nelle intere stagioni 2020/2021/2022/. La peggiore delle situazioni per la Posidonia oceanica che viene aggredita dalle ancore e sradicata dai fondali.  Con un danno ambientale di enorme impatto per le foreste di posidonia e, di conseguenza per l’intero ecosistema dell’area a mare. Il principale responsabile di questo danno ambientale causato dal mancato posizionamento dei campi boe, cioè il Parco dell’Arcipelago, partecipa però, come attivatore di un programma di protezione delle stesse foreste di Posidonia che manca di tutelare! Un atto grave di incuria e negligenza che andrebbe denunciato alla Procura della Repubblica. Sarebbe anche interessante sapere che ruolo svolge il Parco all’interno del Progetto LIFE Sea Forest per capire se qualsivoglia finanziamento sia stato erogato all’Ente per svolgere il ruolo, riconosciuto dal Progetto stesso, di controllore e vigilante delle foreste di Posidonia Oceanica. Intanto, le voci che si rincorrono, sui possibili nomi di presidente e consiglieri, che potrebbero arrivare ai vertici dell’Ente, e che saranno naturalmente frutto di spartizioni politiche e imprenditoriali indecorose (la destra che governa la Regione si sta muovendo alacremente), non fanno presagire nulla, ma proprio nulla di buono per questa istituzione maddalenina. Auguri

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