2 Marzo 2024

Nell’ambieto del Progetto Sea Forest LIFE in questi giorni presso il Parco Nazionale dell’Asinara, i ricercatori dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) con il supporto dell’Università di Sassari stanno effettuando un corso di formazione rivolto agli operatori dei Parchi coinvolti, sulle ultime tecniche di rivegetazione di Posidonia oceanica
Il corso di formazione è incentrato proprio sul ripristino di Posidonia oceanica degradata a seguito degli ancoraggi irregolari nelle aree di progetto. 
Anche il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena è presente con il Presidente ing. Fabrizio Fonnesu, il consigliere dott. Gianluca Mureddu, il Direttore dott. Giulio Plastina e alcuni dipendenti. 
Il progetto Sea Forest Life (LIFE17 CCM/000121) è finanziato nell’ambito del programma LIFE della Comunità Europea che ha come tematica la mitigazione dei cambiamenti climatici. Il progetto è coordinatao da DREAm con i seguenti partner: 

  • Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA)
  • Istituto per lo studio degli Impatti Antropici e la Sostenibilità in ambiente marino (IAS-CNR)
  • Università della Tuscia
  • Carbonsink
  • Parco Nazionale dell’Asinara
  • Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena
  • Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni

SeaForest LIFE mira a preservare i serbatoi di carbonio delle praterie di Posidonia oceanica attraverso la riduzione dell’erosione e il successivo consolidamento delle stesse. I posidonieti contribuiscono infatti significativamente all’ossigenzazione delle acque (1 m2 di prateria può produrre giornalmente da 4 a 20 litri di ossigeno) e alla produzione di sostanza organica (1 ettaro di prateria ne produce circa 20 tonnellate in un anno), fonte di cibo per numerosi organismi e punto di partenza di una complessa rete trofica.
Questa elevata produttività primaria, oltre ad avere come effetto la concentrazione di una fauna molto variegata, spesso di interesse economico per la zona del litorale in cui si trova, consente ai posidonieti di sottrarre grandi quantità di carbonio chiamato “blue carbon” e quindi di sottrarre grandi quantità di anidride carbonica dall’atmosfera.
Gli ecosistemi blue carbon, tra cui le praterie di fanerogame, possono quindi aiutare a ridurre i rischi e gli impatti dovuti al cambiamento climatico, immagazzinando oltre il 10% del carbonio sepolto nei sedimenti marini. 
Il progetto Sea Forest propone un meccanismo semplice, applicabile nei tre parchi, per ridurre le emissioni di gas serra derivanti dall’ancoraggio irregolare delle barche da diporto. La pressione degli ancoraggi sulle tre aree del progetto considerando 3 anni (2017-2019-2021) e i mesi con maggiore frequentazione (da giugno a settembre) è pari a 241.455 imbarcazioni di cui il 45% ancora su Posidonia oceanica
Le attività necessarie per la riduzione delle emissioni ai fini dell’aumento del potenziale di mitigrazione dei cambiamenti climatici nelle tre aree di progetto fanno riferimento alla realizzazione di: 

  • 3 piani di gestione degli ormeggi attraverso i quali viene definito un modello di pianificazione dell’uso degli ormeggi e delle aree di ancoraggio libero al fine di prevenire gli ancoraggi sui posidonieti
  • installazione di ormeggi sostenibli nelle aree di ormeggio (campi d’ormeggio) dove il Piano di gestione non prevede l’ancoraggio libero e comunque a tutela di aree particolarmente sensibili e caratterizzate, al contempo, da una pressione antropica generata dalla frequentazione di natanti nella stagione estiva

L’applicazione di questi due strumenti e l’adozione di un piano di monitoraggio che tenga conto del numero di nuovi ormeggi sostenibili installati e la quantificazione delle imbarcazioni che non ancorano più sul posidonieto ma utilizzano boe di ormeggio prenotandole attraverso l’APP Blue-disscovery, permetterà di raggiungere una riduzione delle emissioni di gas serra pari a circa 6000 tonnellate di CO2 in 10 anni. 
Nello specifico il progetto Sea Forest attraverso una stima ex-ante prevede che le emissioni diminuiscano del 40% i primi due anni, del 50% il terzo e il quarto anno, del 60% il quinto e il sesto anno, del 70% il settimo e l’ottavo, dell’80% il nono e il decimo anno. 
Oltre alla corretta gestione della pressione turistica determinata dai diportisti, il progetto prevede anche azioni concrete di riforestazione di piccole aree degradate dei posidonieti attraverso “ricuciture” che prevedono il riutilizzo di semi e germogli spiaggiati. 
Tutti questi interventi contribuiranno direttamente e indirirettamente alla tutela di queste praterie sommerse e al recupero dei servizi ecosistemici forniti.
Per saperne di più visita il sito dedicato al progetto: https://www.seaforestlife.eu/it/

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