16 Luglio 2024

Finita per il giovane Pietro Aversano la vicenda di cui avevamo parlato in un precedente post, con l’avvio ufficiale del progetto di allevamento delle ostriche, continua invece per l’Ente Parco, approdato in Tribunale per aver rifiutato di produrre gli atti d’ufficio relativi al parere negativo espresso in merito all’iniziativa e costretto Aversano ad adire alle vie legali (con dispendio di risorse economiche e di tempo). Un segno di approssimazione e sciatteria con cui si gestiscono pratiche burocratiche che andrebbero, invece, valutate con il giusto peso e che rientrano in quel rilancio dell’imprenditoria giovanile del posto che gli Enti pubblici avrebbero il dovere di incentivare e non di bloccare. Un brutto segnale per una gestione fallimentare che nega laddove dovrebbe accogliere positivamente e strizza, a volte anche chiude l’occhio, laddove la tutela viene sacrificata sull’altare di una gestione inefficiente. La Procura di Tempio, chiedendo il rinvio a giudizio per l’Ente parco, rimette al centro l’arbitrarietà con cui l’istituto dell’accesso agli atti, un diritto e non un ostacolo, viene utilizzato in forme variegate a seconda di chi lo formula o di quali “carte” richiede. Anche per questo la vicenda dell’allevamento di ostriche e della sua risoluzione positiva rappresenta un apripista importante per rivedere i principi ispiratori e la mission di un Ente che non riesce a riprendere in mano il timone di una nave che fa acqua da tutte le parti e che rischia di affondare definitivamente tra flussi fuori controllo, mancanza di vigilanza sulle aree più fragili dell’Arcipelago, mancata messa in sicurezza dell’intero specchio di mare “protetto” dal Parco e in cui non c’è ombra di tutta la rete di protezione di flora e fauna marine per preservarle dall’impatto incontrollato di barche e persone.  In tutto questo quadro di mala gestione svettava il No all’allevamento del giovane Aversano che oggi invece, può iniziare la nuova attività mentre l’Ente parco prepara le risposte alle accuse del PM di Tempio.

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