18 Giugno 2024

La vicenda dell’ex Arsenale a La Maddalena ha visto in questa giorni una novità non di poco conto. A due settimane dalla fine della legislatura regionale è arrivato sull’isola, invitato dal sindaco della città che ha indetto una conferenza stampa nella sala consiliare, il sub commissario all’ex Arsenale, prefetto Tronca, nominato dal Commissario Straordinario Solinas. Anche se sorgono spontanee perplessità sui tempi di questa nomina, visto che in cinque anni il presidente della Regione Sardegna non ha prodotto nulla né tanto meno ha firmato atti che andassero nella direzione di un interessamento, anche sporadico, per quel grave vulnus rappresentato dalla questione ex Arsenale, prendendo per buona la notizia, una giornalista cosa fa come prima cosa? Cerca le carte ufficiali che evidenzieranno i termini, le date, le norme di legge in base alle quali quella nomina viene fatta e soprattutto, viste le due settimane che rimangono al Commissario Solinas prima della scadenza naturale del suo mandato, la durata di questa nomina. Ma di questo decreto relativo alla nomina del prefetto Tronca non c’è traccia. Circola in paese, come pezza d’appoggio dell’operazione sub commissario, una fotocopia di un comma (13-sexies) di un articolo (art.8) di un decreto n.44 in cui si cita la possibilità per il commissario straordinario (di La Maddalena) di nominare un sub commissario. Ma questo lo prevede già la normativa di riferimento (Decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32). Tutto regolare, se non fosse che, fino ad oggi manca, sia nel BURAS, sia nel sito ufficiale della Regione Sardegna relativo alla Struttura Commissariale dell’ex Arsenale, il decreto di nomina del sub commissario. Ovvero l’atto ufficiale con cui il prefetto Tronca può insediarsi. Noi del Pd di La Maddalena attendiamo fiduciosi che questo primo e ultimo atto del Commissario Straordinario venga ufficializzato nelle sedi opportune entro il 25 febbraio, a dimostrazione che non c’è inganno, né azione propagandistica della destra di La Maddalena per imbrogliare gli elettori, ma che rocambolescamente si vuole mettere una toppa al buco anche se fuori tempo massimo. In questa vicenda la destra potrebbe perdere la faccia e il credito dei suoi elettori, se non facesse chiarezza subito. Non voglio fare retorica, ma io ci credo! Quando gli elettori e le elettrici si recano al seggio elettorale per mettere una croce su un simbolo o sul nome di un candidato, compiono un atto di fiducia, aprono una linea di credito favorevole a quel simbolo e a quel candidato. Dicono a quel partito: “ho fiducia e credo nelle tue promesse”. E’ una specie di patto. Tradire questi elettori e questo patto è un atto grave di cui i partiti non dovrebbero mai macchiarsi. Pena l’estinzione.

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