22 Aprile 2024

Ma li facciamo viaggiare questi isolani che vogliono a tutti i costi raggiungere il continente? Questo si sarà chiesto Cristo nei sette giorni in cui ha creato la terra per i suoi abitanti! Ma sì!!!! Regaliamogli un’arca, un caravanserraglio e che si arrangino. Quel tratto di mare e i mezzi di trasporto per attraversarlo, hanno determinato in fondo, anche una cultura in cui è forte il sentimento di isolamento, la difficoltà dello scambio ecc. ecc. La politica isolana, da parte sua, non ha mai creato le condizioni per un’affermazione nazionale del diritto degli isolani a spostarsi nelle migliori condizioni e con la garanzia di servizi adeguati alla modernità e all’innovazione. Ed oggi…. Il viaggio rimane uno scoglio quasi insormontabile per qualsiasi relazione tra la Sardegna e il resto del mondo. Prima di raccontare il perché di questa filippica sui trasporti in Sardegna vorrei rammentare a tutti, destra, sinistra e centro che la politica regionale non ha mai, dico mai saputo, non dico risolvere che mi sembra una parola grossa, ma approcciare con competenza, conoscenza e capacità di stabilire diritti e doveri per tutti, il disastrato sistema dei trasporti da e per il continente. Ed oggi, dopo alti e bassi, e lunghi periodi in passato in cui sono stati i soldi degli arabi a tamponare il problema, abbiamo un’unica compagnia che trasporta merci e persone in carri bestiame e senza, per le persone, la possibilità di scegliere con chi viaggiare e con la sicurezza di quali servizi! Soprattutto: si viaggia solo di notte! E così accade che se sfortunatamente sei costretto a viaggiare, decidi di voler star comodo e paghi il sovraprezzo per la cabina, passi la notte all’addiaccio perché le cabine non sono riscaldate e l’aria condizionata le ha già fatte diventare delle celle frigorifero prima che tu ci entri. Le coperte non sono in dotazione, naturalmente, e nessuno ti ha avvisato di questo “inconveniente” quando hai cliccato il tasto “cabina”. La traversata diventa un incubo da cui ne esci come minimo con un colpo di freddo, come massimo con una polmonite. Per non arrivare a questo decidi, all’alba di rifugiarti al bar dove il calore delle persone che dormono sui divani ha creato un dolce tepore. E chi se ne frega del covid!

Ve ne parlo dall’alto di una esperienza personale recente in cui sono giunta sul continente con una sinusite acuta che ancora non riesco a guarire. Ma soprattutto ero impreparata ad affrontare un viaggio in condizioni così disagiate e che non avrei mai scelto se me ne fosse stata data la possibilità. Ci sono naturalmente tante colpe che vanno distribuite in egual misura tra chi gestisce i trasporti e decide i collegamenti, ovvero la politica regionale (sul podio dei colpevoli), i sindacati di categoria che sono latitanti, le compagnie di navigazione che in assenza di concorrenza non si preoccupano di garantire sevizi adeguati al trasporto di persone (facendole viaggiare alla stregua di merci), ma soprattutto esiste ancora una parte della popolazione che non ha ancora compreso appieno l’interconnessione tra il proprio voto e la scelta di candidati che dovranno garantire più che una fedeltà partitica, la capacità di assolvere e risolvere le questione che stanno portando quest’isola al collasso. Una svegliata per tutti sarebbe auspicabile!

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