18 Giugno 2024

Olbia, 25 luglio 2023 – È stato eseguito nei giorni scorsi nell’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia un prelievo multiplo di organi su una persona sessantenne deceduta in seguito a una lesione encefalica acuta irreversibile. L’attività è stata avviata dalla Asl Gallura attraverso la Struttura Complessa di Anestesia e Rianimazione, in coordinamento con il Centro Regionale Trapianti che ha allertato diverse équipes chirurgiche dalla Penisola e dalla Sardegna. Grazie alla donazione di cuore, fegato, polmoni e reni cinque pazienti del Veneto, della Toscana, del Piemonte e della Sardegna hanno ora una nuova speranza di vita. Si tratta del primo prelievo d’organi del 2023 effettuato in Gallura.

In Italia ci sono circa ottomila persone in attesa di ricevere un organo. «Da un evento purtroppo doloroso come la morte – ricorda il Direttore della Anestesia e Rianimazione, Roberto Passaro – c’è la possibilità di regalare una nuova vita a tanti pazienti, attraverso la donazione. Quando nelle nostre strutture si registra una morte encefalica, attiviamo le procedure di legge. Grazie alla collaborazione tra il Coordinamento locale e il Centro Regionale Trapianti, le équipes chirurgiche effettuano il prelievo degli organi ritenuti idonei presso il blocco operatorio dell’ospedale Giovanni Paolo II. Successivamente gli organi prelevati dal donatore saranno trapiantati nei riceventi, compatibili, in lista d’attesa. In tutto questo processo è fondamentale il grande lavoro di squadra che si crea tra il personale della Rianimazione, del blocco operatorio e tutti gli specialisti della Radiologia, della Cardiologia e del Laboratorio Analisi che intervengono nelle diverse fasi».

«Quando avviene un prelievo d’organi le prime persone da ringraziare sono i familiari che in un momento di grande dolore hanno la forza di dimostrare generosità verso pazienti che senza trapianto avrebbero poche speranze di vita», sottolinea la Coordinatrice locale dei prelievi d’organo, la dottoressa Fabienne Fonnesu. «L’accertamento della morte encefalica è un obbligo di legge. Se in ospedale si verifica un sospetto di morte encefalica si apre una fase di verifica. Il rianimatore – spiega la dottoressa Fonnesu – valuta i riflessi troncoencefalici ed effettua il test della respirazione. A quel punto richiede un consulenza neurologica per eseguire l’elettroencefalogramma. Se il tracciato risulta piatto si riunisce il Cam, il collegio medico composto da un Rianimatore, un medico della Direzione Sanitaria o Anatomopatologo e un medico Neurofisiopatologo. Il Collegio medico esegue tutte le verifiche previste dalla normativa vigente per accertare la morte encefalica. La valutazione clinica collegiale dura almeno sei ore. Fatte tutte le verifiche previste dalla normativa, e una volta accertata la morte, contattiamo i parenti. Poi avvertiamo il Centro Regionale Trapianti che verifica se la persona ha indicato volontà di donazione dandone comunicazione ai familiari diretti, che in caso di mancata espressione possono decidere di dare il via libera al prelievo».

A quel punto il Centro Regionale Trapianti valuta l’idoneità: se gli organi risultano compatibili con pazienti in lista d’attesa residenti in Sardegna si allertano le équipes dell’Isola, altrimenti vengono contattate quelle di altre regioni. «È quanto avvenuto ad esempio qui a Olbia – aggiunge Fabienne Fonnesu – dove nei giorni scorsi sono arrivate équipes di chirurgia da diverse parti d’Italia. Il prelievo è durato sei ore e poi i medici sono subito ripartiti per le diverse destinazioni, in modo da procedere con i trapianti. Un lavoro lungo e delicato, dove tutti i soggetti coinvolti si sono impegnati per rispettare le volontà dei familiari e salvare la vita ad altre persone».

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